Genitori di bambini nati tra gennaio e marzo, questo articolo toccherà forse un tasto interessante per voi – ma non solo. Perché oggi parliamo della prescolarizzazione, cioè l’acquisizione anticipata di alcune competenze del primo anno della scuola primaria. Perché scegliere questa opzione – o non farlo?

Cosa dice la legge italiana sull’anticipo di ammissione alla scuola primaria

Chiariamo subito cosa permette di fare la legge italiana. Il decreto legge 59/2004 stabilisce che l’iscrizione anticipata alla scuola primaria è possibile per i bambini che compiono 6 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.

La famiglia deve presentare domanda nel periodo utile per le iscrizioni e questa deve essere valutata dalla scuola, in base a:

  • disponibilità di posti;
  • criteri di precedenza.

Ai genitori viene comunque sempre raccomandato di rivolgersi agli insegnanti della scuola d’infanzia frequentata dal bambino, prima di prendere una decisione.

Il numero di famiglie che scelgono questa opzione resta comunque molto basso: nel 2013, secondo un rapporto pubblicato da CISL Scuola, erano solo l’8,4% su 50mila alunni.

Questo numero così ridotto vi dà un’idea dell’opinione degli insegnanti sull’anticipo: negativa, per il 90%. Vediamo perché.

Pro e contro della prescolarizzazione

Cominciamo dai vantaggi dell’ingresso anticipato nella scuola primaria:

  • stimolare l’intelligenza dei bambini: è quanto sostiene Giuseppe Mele, presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, secondo il quale la maggiore quantità di stimoli che i bambini ricevono oggi – anche dalla tecnologia – favorisce un apprendimento più rapido. Ma è fondamentale “che l’offerta didattica sia tale da poter intercettare i bisogni dei bambini anticipatari”;
  • soddisfare la curiosità: molti genitori che vedono il figlio leggere e scrivere, anche se in modo limitato, pensano che sia pronto per la scuola, perché molto curioso;
  • raggiungere il diploma a 18 anni, quindi potenzialmente ingresso anticipato nel mondo del lavoro.

E ora guardiamo agli svantaggi:

  • sviluppo di senso di inadeguatezza e ansia: i bambini entrati a scuola in anticipo faticano più degli altri, perché hanno avuto meno tempo dei loro compagni per sviluppare alcune competenze complementari a quelle intellettuali. Ossia, come spiega Maria Bondioli, docente di pedagogia generale e sociale all’Università di Pavia, le competenze emotive e sociali apprese attraverso il gioco;
  • i bambini la cui formazione si è basata sul gioco hanno risultati accademici migliori: esistono degli studi che lo provano, come il rapporto di alcune esperte statunitensi, Nancy Carlsson-Paige, Geralyn Bywater e McLaughlin Joan Wolfsheimer Almon. Non esistono invece prove dei benefici dell’alfabetizzazione anticipata;
  • lo stesso studio mostra che, intorno ai 20 anni, i bambini prescolarizzati sono tendenzialmente più aggressivi e meno portati all’empatia dei loro coetanei, perché privati della possibilità di apprendere come rapportarsi con gli altri attraverso il gioco;
  • diagnosi errata di DSA: spesso i bambini prescolarizzati sono capaci di leggere e scrivere, ma non ancora pronti dal punto di vista del comportamento, quindi non sanno stare fermi, ad esempio. Ciò viene a volte erroneamente interpretato come disturbo dell’apprendimento, mentre è solo espressione di un disagio;

Come vedete, gli effetti negativi sono molto più numerosi – e seri – di quelli positivi. Ragion per cui la maggior parte degli insegnanti sconsiglia la prescolarizzazione.

Un buon consiglio è quindi sempre rivolgersi a un esperto dell’educazione, gli insegnanti del vostro bambino o i nostri specialisti. Ne va del futuro dei vostri figli, quindi non sottovalutate questa decisione!