La società moderna viaggia alla velocità di Internet, che ci ha permesso di accorciare le distanze, i tempi, ha reso le informazioni immediatamente fruibili e inaugurato un nuovo modo di approcciarsi alla vita di ogni giorno. I giovani, in modo particolare, passano moltissimo tempo sui social network, chattano, guardano e caricano video e si divertono coi videogames.

Quando si supera la soglia dell’accettabile? Alcuni segnali lo indicano.

Evitare il passaggio dalla routine alla dipendenza

Le piccole abitudini digitali delle quali abbiamo parlato non rappresentano il male, se inserite in modo consapevole nella routine quotidiana dei ragazzi. Eppure, quando il loro utilizzo diventa totalizzante, allora è giusto intervenire, per evitare che un contatto smodato con la realtà virtuale possa influire negativamente sulla carriera scolastica e sulla qualità della vita dei giovani.

Siamo abituati a camminare con la testa china sugli smartphone, quindi non è quello il segnale che deve preoccupare e non deve esserlo nemmeno la loro frequente presenza su Facebook o Whatsapp.  I giovani di oggi hanno possibilità che le generazioni precedenti potevano solo sognare: giocare on-line con coetanei da tutto il mondo, stringere nuove conoscenze alla velocità di un “click”, costruire la propria identità in una vetrina accessibile al mondo intero, perdersi in videogiochi dagli scenari complessi, immedesimandosi in personaggi inventati che compiono imprese incredibili.

E’ importante però evitare che i giovani si proiettino completamente nella realtà virtuale, arrivando a sminuire il necessario confronto con le gioie e i dolori di ogni giorno.

I rischi della dipendenza

Quali sono però i rischi, se i ragazzi si perdono in internet o nella realtà virtuale?

Uno tra i rischi più tangibili è quello del peggioramento scolastico, in quanto tutto il tempo, l’attenzione e le energie dei giovani vengono convogliate nelle attività svolte davanti a computer, alla consolle o allo smartphone. Il ragazzo dipendente da internet non riesce a stare attento in classe, si connette in continuazione e trascura completamente studio e compiti a casa, incontrando un inevitabile peggioramento nei voti.

Un altro fattore pericoloso è quello dell’isolamento: la percezione di poter gestire i propri rapporti interpersonali dietro uno schermo, offrendo al mondo un’immagine comodamente “truccata” di sé, rischia di disincentivarli ad investire nei rapporti con persone in carne ed ossa, spingendoli ad evitare i coetanei e ad isolarsi in casa, cullati dall’illusoria sensazione di controllo che offrono i social, o presi dalle attività ludiche che danno immediata gratificazione e consentono di alienarsi dai piccoli e grandi problemi.

La dipendenza da internet può portare anche ad una errata consapevolezza delle proprie emozioni. Un ragazzo totalmente proiettato nella realtà virtuale, rischia di perdere di vista il modo in cui nascono e si sviluppano i sentimenti e le reazioni emozionali. Il rischio è quello di disabituarsi al reale confronto con gli altri, che stimola l’incontro con le reazioni emozionali, perdendo confidenza con esse.

Come capire se nostro figlio è dipendente da internet e dai videogiochi?

Secondo gli psicologi esperti di I.A.D. (Internet Addiction Disorder), i genitori devono prestare attenzione particolare ad alcuni segnali, legati alla vita sociale dei ragazzi, che possono evidenziare la necessità di un intervento mirato per aiutarli a recuperare un uso sano dei mezzi tecnologici.

Attenzione all’apatia

Il segnale principale che deve allarmare i genitori è la comparsa di apatia nei ragazzi, quando svolgono attività che non siano legate a smartphone e computer. E’ questo il  campanello d’allarme più importante: quando un giovane dimostra apatia all’idea di andare in palestra, fare sport, uscire con gli amici, fare i compiti, dedicare attenzione alle sue passioni, è necessario indagare.

Se i vostri figli sembrano attivi e partecipi solo quando sono davanti ai monitor, quando giocano con computer e consolle, o mentre interagiscono in rete, questo è sintomo di uno sbilanciamento rischioso per loro ed è necessario intervenire per aiutarli.

Dissociazione e isolamento

Uno dei pericoli più subdoli legati alla dipendenza da internet e dai mezzi digitali è legato alla perdita dell’abitudine ai contatti umani. Oltre ad avere un ruolo importante per il presente e il futuro dei ragazzi (i rapporti umani plasmano e decidono le nostre vite ogni giorno), il pericolo della dissociazione può portare i giovani a sviluppare crisi d’ansia e attacchi di panico, in quanto si sentiranno sempre meno a loro agio nell’interfacciarsi con i coetanei in carne ed ossa, preferendo la più rassicurante e meno rischiosa via dell’interazione dietro lo schermo.

Se notate che vostro figlio sta trascurando in maniera importante la propria presenza al di fuori della cameretta, perché troppo impegnato ad isolarsi davanti allo schermo, allora è il caso di interessarsi al perché il ragazzo senta il bisogno di estraniarsi dal resto del mondo, cercando di aiutarlo a riprendere contatto con la realtà.

Scontri e liti in famiglia

Se ad ogni vostro tentativo di limitare la permanenza on-line o il tempo dedicato alle attività virtuali del ragazzo sono nati scontri accesi, liti, reazioni di rabbia incontrollata o di forte agitazione, anche in questo caso è giusto avvicinarsi al ragazzo per aiutarlo.

La proibizione della permanenza in rete, può essere vissuta in modo grave e tragico da un giovane che risulti esserne dipendente e che vive ogni limitazione come se gli fosse proibito di avere la propria vita, quella che lo rapisce e lo impegna costantemente. Se ogni tentativo di ricondurre il rapporto con internet e i videogames entro limiti di normalità provoca uno scontro acceso, tale da incrinare i rapporti in famiglia, sarà importante capire i motivi che hanno spinto il giovane ad investire fortemente nella gratificazione digitale, a scapito dell’armonia familiare e della propria vita sociale.

La dipendenza da internet, come affrontarla

Come per la dipendenza da alcoolici, stupefacenti e dal gioco d’azzardo, anche quella da internet e dai videogiochi è entrata di diritto tra gli ambiti di studio e di intervento degli esperti di psicologia infantile e non solo.

E’ importante ricordare che passare il tempo sui social, chattare, o divertirsi coi videogame non sono di per sé attività nocive, ed anzi, dosate nella giusta maniera aiutano i ragazzi a sviluppare riflessi, abilità, fantasia e flessibilità mentale. E’ solo la dipendenza che può arrecare problemi alla vita dei ragazzi, che potrebbero necessitare di una guida.

In Italia sono nati diversi centri per il controllo delle dipendenze da internet, e sono molti i professionisti che si sono avvicinati con passione e curiosità ad una sfida tanto complessa quanto importante: avvicinarsi ai ragazzi in maniera moderna, capire i motivi che li spingono ad abusare di internet e della realtà virtuale, ed aiutarli a sviluppare un rapporto più sereno e meno morboso con gli strumenti della rete, la cui presenza è ormai inevitabile.