Capita sempre più di frequente di sentirlo dire. Dopo tante campagna per stimolare la creatività, le risorse, la curiosità dei bambini, la mancanza di noia sarebbe la causa principale di quella che gli psicologi infantili chiamano sovrastimolazione.

Senza dubbio le nuove generazioni sono le più esposte ai muovi media e quindi le più stimolate di tutta la storia dell’umanità. Solo fino a 50 anni fa gli input che i bambini ricevevano erano di gran lunga inferiori agli attuali. Si trattava fondamentalmente di spinte che procedevano dalla famiglia, gli amici, le poche ore che in cui si poteva vedere la televisione o ascoltare un programma alla radio.

Oggi invece un bambino di dieci anni, nella sua breve vita, ha ricevuto più informazioni di qualsiasi altro homo sapiens. Conosce i tirannosauri di cui fino a un secolo fa nemmeno eravamo a conoscenza, i pesci abissali, la superficie di Marte, come il cuore pompa il sangue o come lavorano i linfociti nel nostro sistema immunitario. Insomma, è quotidianamente bombardato da un volume di informazione diretto a tutti e cinque i sensi e non sempre facile da gestire.

Cercasi tempo libero contro l’overdose di stimoli

Quasi sempre sono i genitori a riempire le giornate dei loro figli con le più disparate attività, a volte non proprio consone alla loro tappa evolutiva.

Una situazione profetizzata qualche anno fa da diversi esperti  nel campo della psicologia infantile che dissuadevano i genitori dal costringere i propri figli ad attività troppo complesse per il loro sistema cognitivo,  perché questo avrebbe potuto produrre deficienze permanenti nella capacità di apprendimento.

Oggi è dimostrato che la sovrastimolazione infantile provoca quella che viene definita “tolleranza”:  l’organismo si abitua a ricevere con regolarità la sua dose di stimoli fino al momento in cui tale dose non lo soddisfa più e, come in una crisi di astinenza, il bambino va alla ricerca di una dose maggiore.

I piccoli che vivono questa condizione diventano sempre meno sensibili agli stimoli proposti, sono iperattivi, scoraggiati, mentre la loro immaginazione e la loro creatività diminuiscono. Gli costa fatica concentrarsi in una sola attività e sentono che i loro pensieri si scontrano senza poterli controllare.

Può sembrare un paradosso, però oggi come non mai i nostri bambini hanno bisogno di tempo per annoiarsi, di ore da dedicare ad attività che non siano strutturate, organizzate e controllate da rigide norme prestabilite per avere l’opportunità di crearne di proprie. Gli adulti che non sono capaci di innovare, di adattarsi, di cambiare o evolvere sono stati quasi sicuramente dei bambini privati della possibilità di creare, sperimentare e, perché no, anche di fallire.

La noia diventa positiva

Si potrebbe definire la noia come assenza di motivazione che incita all’azione fisica e mentale. Così se un bambino o una bambina si annoiano ma hanno voglia di fare, cercheranno (e troveranno)  le loro motivazioni. Trovarsi “incatenati” costantemente ad attività programmate, invece, annulla la loro necessità di fare e quindi la loro personalità.

Per concludere qualche regola destinata a genitori che vogliano essere attenti allo sviluppo emotivo e cognitivo dei bambini, anche nell’era dell’iperstimolazione.

  1. Fa’ in modo che i tuoi figli dispongano spesso di vero tempo libero.
  2. Riduci le loro attività extrascolastiche al minimo necessario, per dare più spazio alle loro iniziative.
  3. Non permettere che brucino le tappe. Rispetta i loro ritmi.
  4. Gioca con loro se te lo chiedono ma non organizzare le loro regole.
  5. Controlla l’accesso ad internet e alle nuove tecnologie. Non devono diventare una priorità né la loro principale forma di gioco. Stabilisci orari.
  6. Fa’ in modo che non utilizzino tablet, cellulari o computer prima di andare a dormire. Il sonno è fondamentale e il cervello ha bisogno di tempo per tornare alla normalità dopo gli stimoli ricevuti da questi apparati.
  7. Controlla i cartoni animati che guardano.  Alcuni possono creare un grande stato d’ansia persino negli adulti.
  8. I tuoi figli hanno bisogno di stare a contatto con la natura perché il ritmo che essa stabilisce è per loro un vero toccasana. Lasciali toccare, sentire e sperimentare in spazi aperti e naturali.
  9. Controlla i rumori. Se qualcuno vuole vedere la televisione, ascoltare musica  o discutere, non è detto che i bambini debbano fare lo stesso.
  10. Presta attenzione ai commenti, alle osservazioni e alle domande che fanno. Nulla di quello che dicono è superficiale.

Alcune informazioni di questo articolo sono ricavate e rielaborate da: Mamá: no puedo parar los pensamientos que me llegan a la cabeza